Visualizzazione post con etichetta Stefano “Woody” Cuzzocrea. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Stefano “Woody” Cuzzocrea. Mostra tutti i post

giovedì 29 novembre 2007

Altri percorsi d’Indipendenza...




Stretta la strada lunga la via…
Hai letto il numero 2 di ARTAKI.it?
Partiamo dall’editoriale di questa seconda edizione per tracciare la mappa.
Il titolo è “Indipendenza”, ma c’è il rischio di essere fraintesi e, soprattutto, l’obbligo di estendere il discorso.
Guardiamoci intorno, ci sono realtà differenti che potrebbero completarci; comprenderle e interagirci non vuol dire minare la propria autonomia, o perlomeno non sempre. Per edificare la civiltà l’uomo è da sempre associato ai suoi simili, e non si può fare a meno di relazionarsi per costruire ed estrinsecare il concetto di società.
Ma si può essere civili senza perdere la propria indipendenza?
Calabria anno 2007, chi siamo?
Una terra con deficienze radicate nella storia, un luogo in cui l’associazionismo muove solo recentemente i primi passi e lo fa spesso in funzione di inghippi burocratici a fine di lucro speculativo (del resto i “Magistris” insegnano per definizione) .
Intorno c’è un’Italia con altre dinamiche.
In epoca basso-medioevale, nella penisola si sviluppa un nuovo assetto organizzativo che porterà al trapasso tra il feudalesimo e una nuova era.
Le comunità si danno un assetto che genera piccole autonomie chiamate COMUNI. Le città diventano mini-stati, all’interno dei quali i commercianti si riuniscono in corporazioni, ovvero consorzi di categoria.
Intanto il sud resta legato a quel concetto di schiavitù economica che rimane sottomesso al feudatario, con legami tipicamente clientelari che rinunciano all’organizzazione di tipo associativo.
Rispolverare il sussidiario è superfluo?
Guardandoci intorno siamo di tutt’altra opinione.
L’arte in Calabria, dal punto di vista economico, è ancorata ai finanziamenti pubblici da cui dipende, mantenendosi in una prospettiva clientelare, se pur post-feudale, e per di più il mecenatismo non è lo spirito che sottintende questo tipo di rapporti.
L’eccezione diviene strapotere di un soggetto privato che approfitta della propria condizione “d’avanguardia”, per sbaragliare le micro-realtà concorrenti ed ergere i propri palchi alla stregua di monopolio culturale, per di più basato su presupposti commerciali e quindi non di pura arte…
Guardati intorno…
Se abbiamo scelto di intitolare il nostro secondo numero “Indipendenza” e perché nella realtà tutto è possibile, nel bene e nel male, sta a noi sottometterci o puntare a sovvertire gli equilibri che vanno a discapito di una sinergia culturale che è transartisticità, collaborazione, autorganizzazione e, prima ancora, differenza di programmi e rappresentazioni. È giusto andare oltre queste due sette.
Focalizzare gli obiettivi ci aiuta ad avere una meta.
Hai voglia di fare due passi nella stessa direzione?

giovedì 8 novembre 2007

Violetta di campus




L’urgenza del punk. Un’aula occupata. Un concerto. Una musicista con propensione alla pornografia. Un collettivo dedito alla diffusione della buona musica indipendente.
Anno 2007, circa trent’anni dopo la genesi, anche se i biografi trattano il punk, e i relativi Anticristo, come Cristo, creando quindi natali approssimativi su cui torneremo dopo il 15 su artaki.it…
Cognizione esatta? Non ce ne frega niente.
Chi ha inventato il punk? Ma fatti i cazzi tuoi piuttosto.
Parola d’ordine: fottiti!
L’ambientazione mentale sembra portarci lì, a-ffan-culo…
L’evento suggerisce così.
Ma tocca scrivere in maniera commestibile e dare un paio di informazioni, siamo qui anche per questo; ARTAKI è cibo per l’anima infondo. Quindi, PULL UP!!

Il Partyzan colpisce ancora. Per il quarto appuntamento della loro rassegna indi(e)pendente Miss Violetta Beauregarde sarà infatti loro ospite, per un concerto imperdibile che si terrà all’aula Zenith dell’ Unical, ad Arcavacata, venerdì 9 novembre. La notizia in sintesi è questa, presentata in forma di “breve”, ovvero ciò che i professori chiamano “il solfeggio del giornalismo”.
do-re-mi-fa-sol-la-si-do; ma sa già lei dove ficcarvi il pentagramma…
Per Violetta il miss è infatti un attributo in antitesi con i presupposti. Seguendo, anzi esasperando, il “non sono una signora” berteiano, la musicista punk, all’anagrafe Cristina Gauri, sputa, si autolesiona, urla e bestemmia, inveisce contro il suo pubblico, si spoglia ed ha un vero talento per la fellatio, dicono…
Volutamente maledetta, sadica e masochista, pornografica e dissacrante, ma soprattutto blasfema, non solo verso la morale, ma in maniera netta in funzione della musica, compone e suona con strumenti arrangiati: tastierine giocattolo e campionatori ricavati da segreterie telefoniche digitali, che sostengono i suoi fastidiosi e ruvidi urli, in performance che hanno catturato la critica fino a giungere in copertina su riviste specializzate di culto per gli appassionati.
Bella e dannata.
Ha scritto un libro, che si spera venga ristampato al più presto, intitolato “L'eterna lotta tra il Male e il Malissimo”.
Recita, anche, ma si limita a piccoli ruoli nel porno; la sua prima è imminente, all’interno della pellicola “Mucchio selvaggio”.
Ha lanciato il fenomeno Suicide Girl in Italia; per vederle la passera, se proprio non riuscite ad aspettare l’uscita del film, clicckate alla voce Aiki…
Ha anche due album all’attivo, “Odi Profanum Vulgus Et Arceo” ed “Evidentemente non abito a San Francisco”, più qualche collaborazione, come quella con AntiAnti, moniker anarc-pop dietro cui si cela Dade dei Linea77, oppure il featuring intonato, si fa per dire, per Noyse Narcos, rapper duro e capitolino attualmente molto in voga tra i boy più hardocore.
Transartistica e quindi situazionista.
Un bel prezzomolino velenoso.
Un commento?
La indovino con tre: w-o-w, ma si badi che il seno ha influito sulla valutazione…
Un giudizio?
(Premesse) Sid Vicious si lacerava. La boutique di Malcom McLaren da cui i Pistols hanno preso il nome non si chiamava forse Sex? Vendeva abbigliamento sadomaso…
Il punk e la sua urgenza hanno sempre rifiutato la tecnica in funzione del frastuono, insultato il proprio pubblico e contratto l’epatite, spesso, per via delle sputazzate lanciate dagli spettatori (vedi alla voce Sid, a rischio di sembrare monotoni) .
Lei però suona elettronica lo-fi… Che è, come dire, il “do it yourself” del terzo millennio; una prerogativa che nel ’78 sarebbe valsa a Vicious almeno un album solista.
“Adesso ognuno a casa sua con un piccolo software può produrre musica; la discriminante è sempre la capacità di farla con gusto” per riportare quanto ci ha detto Madski in merito al connubio punk-campionatore.
E Violetta è la miss del cattivo gusto…

Tuttavia, il suo concerto alla Zenith è imperdibile per più di un motivo.
1. Il punk evidentemente non è morto; basti pensare al pienone per il concerto dei Lumpen al B-Side ieri sera…
2. La performance di miss Beauregarde è uno spettacolo in piena regola.
3. Non si giudica per partito preso; anche perché ogni partito è una sola (leggi fregatura ndr)
E poi il talento per la fellatio stuzzica…
Ci vediamo di là?

giovedì 11 ottobre 2007

Che sarà sarà…



Sveglia alle 6:50. Ogni mattina. Treno in partenza sul quinto binario alle 7:50. Come ieri e ieri l’altro. Alle 8:53 al bancone del solito bar per il secondo caffè. Un loop.
Cambia poco da un giorno all’altro. Un passeggero del bus che non è solito prendere la mia stessa corsa. Un sorriso. Il tempo. Oggi sta per piovere…
La scorsa notte ho dormito in un letto che non è il mio. In una città in cui non vivo. Sveglia alle 7:50. Salgo ad una fermata che non è la solita. Alle 8:53 al bancone del solito bar per il secondo caffè e rientro nuovamente nel loop di ogni giorno.
Un circolo in cui abitudine, dovere, monotonia e vita reale si intersecano per formare un percorso.
Dove si va? La strada forse è questa, ma sono viali in corso di ristrutturazione, traiettorie precarie come il tempo che ci hanno dato. Come i sogni da chiudere nel cassetto che magari lasceremo in eredità ai nostri figli.
“Io all’età tua avevo già…”. Mamma dacci un taglio, ci avete regalato questo mondo che voi conoscete solo per strane e approssimative analogie, e che noi invece stiamo cominciando a capire. Anche se si spera che non sia proprio così…
La realtà è che, uscendo dal parcheggio dell’università, l’auto resta in panne e cammina a intermittenza, tra soste a progetto e collette per riempire il serbatoio…
18.000 euro chiavi in mano? Mi avete preso per un deficiente? Se avessi speso quella cifra chiaverei in macchina, perché una casa non ce l’ho…e probabilmente non sarà molto facile comprarla….

Ore 13:30. Sempre lo stesso bus. La nuove generazioni mi fanno un’assordante compagnia. Escono da scuola anche loro, ma per essere promossi gli basta ancora studiare…
Vestono alla moda e indossano scarpe di cattivo gusto che costano l’equivalente di tre mensilità che il mio capoprogetto versa al suo locatore per una singola.
I ragazzini parlano, anzi gridano, delle loro sprezzanti bricconate nei confronti dei fortunati docenti di ruolo che gli fanno da balia…
I ragazzini hanno ancora quell’inesperienza che giustifica la loro incoscienza…
Noi invece siamo i temerari dell’utopia, ma forse ancora per poco.
L’altro giorno una signorina sulla ventina mi guardava da dietro le sue lenti da sole fumé.
Si avvicinava sempre di più ad ogni fermata. Poi, una brusca frenata l’ha costretta ad urtare al mio laptop, le ho chiesto scusa e lei mi ha detto “Mi scusi Lei”…
I rari peli grigi della mia barba si sono moltiplicati istantaneamente…
Speriamo che il proprietario della ditta per cui lavoro non se ne accorga, potrei essere già fuori mercato, potrei già essere troppo vecchio per ricevere il primo stipendio…
Un 30 all’università è quasi una lode.
Un 30 all’anagrafe è l’inizio di una serie di bocciature?
Lo saprò domani.

Sveglia alle 6:50. Ogni mattina. Treno in partenza sul quinto binario alle 7:50. Come ieri e ieri l’altro. Alle 8:53 al bancone del solito bar per il secondo caffè. Un loop.
Cambia poco da un giorno all’altro. Un passeggero del bus che non è solito prendere la mia stessa corsa. Un sorriso. Il tempo. Splenderà il sole?

martedì 2 ottobre 2007

BicchIERI...



Riponiamo la nostra fede nello spirito eterno che distrugge e annichilisce per la sola ragione d’essere fonte imperscrutabile di perenne creatività. La brama di distruzione è anche passione creativa!
(Michail Bakunin , “La reazione in Germania” -1842)

Partiamo così. Ci ricolleghiamo a concetti storici per contribuire a quello che sarà poi. Ma lo facciamo anche per mettere le mani avanti e pararci un po’…la potenziale caduta, diciamo così.
Ci occupiamo di ARTE noi ARTAKER. Ci interessano quelle creatività che prendono forma, suono, o altro per toccarci il cuore.
I tempi cambiano. Le forma espressive mutano.
Noi di ARTAKI siamo già prontissimi per il futuro. Connettiti.
Ma per comprendere quel che sarà tocca sapere ciò che è già stato e, soprattutto, farsi largo tra le apparenze e le bugie per avere l’esatta cognizione del presente. Dove siamo?
Stazioniamo su un quesito da tempo: il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?
In genere non è mai stato colmo, ma ci ha dissetato, tant’è che ne abbiamo ribadito l’appagamento nei post precedenti pubblicati su questo stesso blog.
Chi ci legge abitualmente, chi è stato con noi durante questo tour iniziato il 2 agosto scorso, sa che ci siamo mossi sotto ai palchi, tra le mostre, nei cinema, tra festival e rassegne, fiutando l’arte, alla ricerca di ciò che riesce ancora a far battere il nostro cuore ad un ritmo che è musica.
Armonie che ricerchiamo in te che leggi e a cui non rinunceremo mai.
Ma tocca distruggere le certezze perché il dubbio genera creatività e migliorie, e così facciamo.
Siamo stati in assetto da stand durante il Settembre Rendese, ci hai visto? L’esperienza è stata significativa, il bicchiere è stato quindi mezzo pieno, ma…Allora, il 18 settembre, un martedì particolare, due eventi hanno surriscaldato Cosenza, Rende e le zone limitrofe. Mentre a piazza Matteotti, a Commenda, Neffa ha raccolto intorno a se tra i 3.000 e i 4.000 spettatori, la Banda Bardò, al nuovo Auditorium Mia Martini di Castiglione Cosentino, non è stata da meno. Dati che sommati danno cifre entusiaste e entusiasmanti, soprattutto se confrontate con quelle ottenute durante i festival estivi. Ma il bicchiere rischia di essere mezzo vuoto.
La parola GRATIS vi dice qualcosa?
Se da nord ci chiamano parassiti, spesso l’usufruire di fondi stanziati per far crescere il sud sa di erogazioni che sciacquano le coscienze, e non solo.
Gli stessi eventi avrebbero ottenuto ugualmente riscontri tanto partecipativi da parte del pubblico se fosse stato previsto un costo per assistere ai concerti?
Lucio disse: lo scopriremo solo vivendo…
Intanto si preannuncia una nuova stagione ricca di eventi, e basta guardare le novità di INTERZONE, Eliseno Sposato, Mr.Nirta e Il B-Side per accorgersi che l’assetto statico si sta evolvendo in un moto creativo perpetuo.
Il bicchiere sarà mezzo pieno o mezzo vuoto?
Noi abbiamo sete. Chi ci verserà il succo del discorso?

martedì 18 settembre 2007

SINERGIE & Co.

Ancora vivi. Anzi, più ARTAKI che mai. Ci mancate, forse è anche per questo che questa sera rinnoveremo il nostro stand autunnale nel Settembre Rendese. Connettiti. Ci saremo noi, Giovanni Pellino, in arte Neffa, più tutte le suggestioni che solo il concetto performance può offrire. Speriamo che ne valga la pena.
Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? In merito al concerto lo sapremo solo dopo il live, ma oggi tende già al pieno andante. Abbiamo nuovi compagni di sbronze, per dirla in bucoskiana maniera. SINERGIE & Co, come da titolo. Siamo approdati in nuove zone, in INTERZONE. Con i ragazzi di Interzone e del Partyzan andiamo molto d’accordo, anzi abbiamo siglato un accordo di cui vi parleremo più in là. Eravamo in sintonia già da un po’, ma adesso la nostra alchimia è in trasmissione, si propagherà nell’etere, nutrirà i vostri apparati acustici e non solo, visto che nel nuovo progetto entreranno in gioco anche la carta stampata, le immagini e una valanga di stimoli e frutti creativi atti a far parte del nostro/vostro nuovo mondo. Ricordate, il nostro propellente è la fantasia, ma anche nella realtà tutto è possibile. La nostra irrequieta creatività è perennemente spinta su ON. Una connessione ulteriore ci voleva. Uniti vinciamo, da soli cadiamo; chi indovina da quale canzone è tratta la frase vince una bambolina...
ARTAKI CONNECTION. Interzone & Co. Musica, immagini, libri e soprattutto voi. Connettiti, lo ripeteremo fino alla nausea. L’insieme che proponiamo di racchiudere sul web confina con l’infinito, con lo spazio smisurato delle idee, le stesse che vorremmo concretizzare, le medesime che potresti incrementare e incentivare. Non c’è limite allo show (altra citazione canora), l’unico confine è il limite da superare, quella monotonia insolita a cui non vogliamo né abituarci, né convertirci. Chiaro?
ARTAKI sta prendendo forma. Un contenitore policromo che profuma d’arte e ha il suono dell’ingegno. Sintonizzati su una frequenza ritmica che ha un ritmo cardiaco. Un cuore che batte per la creatività. Un battito a cui ti puoi accordare. Un’orchestra interattiva di cui fai parte anche tu. E da ottobre sarà tutta un’altra musica. ARTAKI coming soon…

giovedì 13 settembre 2007

Blueartakers ON STAGE




Autunno caldo. ARTAKI in ebollizione. Settembre Rendese. Ci saremo. Le manifestazioni della rassegna saranno infatti caratterizzate anche dalla nostra postazione. Connettiti.
Si parte da stasera, assieme ai BlueBeaters, che abbiamo già intervistato telefonicamente dalla nostra redazione per il quotidiano CalabriaOra.
Non sapete chi sono? Si tratta della cover band più talentuosa d’Italia.
“In effetti siamo una cover band, ma c’è una differenza rispetto a quelle che girano nei locali italiani: noi non ci limitiamo a riprodurre le canzoni, noi le stravolgiamo, le portiamo indietro di vent’anni, aggiustandole con il nostro arrangiamento. Attingiamo a piene mani dal repertorio appartenente agli anni ‘80 e ‘90, ne sconvolgiamo l’arrangiamento e magari lo facciamo anche con pezzi dei decenni precedenti. Rispetto ai classici del reggae e dello ska, invece, restiamo in po’ più ancorati al loro stile originale, che abbiamo fatto anche nostro. La definizione di cover band è azzeccata, perchè in effetti suoniamo pezzi di altri, però non c’entra molto con lo spirito con cui li rimettiamo in piedi; ad esempio in questo disco prendiamo in prestito dei successi degli anni ’80 e li portiamo indietro nel tempo, fino ai bassifondi portoricani di New York degli anni ‘60. Facciamo cover, ma con uno stile personale ed un approccio diverso. Ridiamo vita a pezzi impolverati, che magari la gente tende a gettare nel dimenticatoio, per di più dandogli un’identità diversa, personale e quindi anche nostra”. Queste sono le loro parole.
A rilasciarci la dichiarazione è Ferdi, batterista dei BlueBeaters ed anche dei Casino Royale, band a cui apparteneva anche Giuliano Palma, fino al ’97. Con G.P. Ferdinando si conosce dall’inizio degli anni ’80, quando il craxismo mesceva i presupposti per rendere la loro città “una Milano da bere”. Non tutti amavano sorseggiare quel gusto e chi non se la beveva si ritrovava tra le fila del Punk, in posti come lo spazio occupato chiamato VIRUS.
In quell’orbita circolavano diversi gruppi, come i Rappresaglia, in cui Palma suonava la chitarra, e gli ShokingTV, di cui Ferdi era il batterista. Dalle ceneri di quel periodo, nell’87, nasceranno i Casino Royale, band che ha cambiato le sorti della musica italiana negli anni ’90. Un paio di anni più tardi, in un noto locale di Torino, musicisti appartenenti a quel gruppo si incontreranno sul palco assieme a membri degli Africa Unite e dei Fratelli Di Soledad; il risultato saranno i BlueBeaters e il loro suono ispirato allo stile retrò giamaicano.
Dopo un po’ di storia passata, torniamo all’attualità, del resto ARTAKI è il presente che incontra il futuro, un nesso di svolta creativa che sta maturando tra idee e realtà.
Connetti. Vienici a trovare nella nostra postazione al concerto di stasera. Abbiamo spunti creativi da confrontare con i tuoi. Siamo una canzone da comporre e intonare poi a gran voce, una pagina bianca che puoi riempire anche tu. Connettiti. Il nostro propellente è la fantasia, ma anche nella realtà tutto è possibile.

mercoledì 12 settembre 2007

All'avanguardia con le tecniche
































All’avanguardia con le tecniche. Tutto quasi perfetto. La data cosentina della rassegna itinerante “Tecniche Perfette” è stata un ordigno anti-monotonia. Una bella storia. E noi c’eravamo. Le sfide agguerrite dei rappers, condotte con rime improvvisate istantaneamente, sono iniziate alle 18:30 e terminate solo dopo le 2:30; bella prova. In più, cinque concerti hanno alzato il livello. Sul palco c’erano Erre+MarcoZope+Gaudio, il ritorno di Dest al microfono, l’inarrestabile Ira da Catania, un fiume in piena chiamato Kiave e lo storico DjLugi. Mica male, anzi.
Tra il pubblico un sacco di volti noti: Nerba, il Partyzan, la MKrecords, i Tears&Rage, Bombocalt Sound Machine e, naturalmente, ARTAKI.IT. Tutti connessi. Tra i rapper, in lotta il catanzarese Gelo ha avuto la meglio, qualificandosi per la finalissima di Torino prevista per il 7 dicembre. Contro di lui, l’ultimo sfidante è stato DonDiego, che non è riuscito a bissare il proprio primato della scorsa edizione. Il tempo è ciclico e noi lo accompagniamo su questo blog. Non può sfuggirci di mano. Per non dimenticare l’evento, abbiamo inserito una serie di foto: (dall’alto) il rastafariano Nerba, il secondo classificato DonDiego, Dj NersOne ai tecnici, Dj Kerò sorridente, Dj Double S con uno dei suoi “figli” ed, infine, l’ideatore e presentatore del festival: Il talentuoso MastaFive. L’attimo non sempre è fuggente. Immortalarlo ci consente di consegnarne i colori alla storia. Col tempo potremmo tentare di riscriverla. Il nostro propellente è la fantasia, ma anche nella realtà tutto è possibile. Tentaci assieme a noi. Connettiti…