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venerdì 7 settembre 2007

Bum Chà & musica leggera


Cos’è il Bum Chà? Una sintesi morfologica del suono emesso da cassa e rullante. A coniare l’idioma è il Neffa rapper di qualche anno fa. Cosa c’entra l’hip hop con la musica leggera? Luciano Pavarotti avrebbe risposto che l’armonia degli incroci è possibile, benevola e commerciabile (Big Luciano rest in peace) . Ma c’è anche un altro nesso: questo week-end si agita tra varie suggestioni che nutriranno i nostri padiglioni auricolari, tra venerdì e sabato. Cosenza è infatuatissima del Vasco nazionale, che suonerà stasera allo stadio San Vito. È tutto un fremere di foto, avvistamenti e appostamenti, baci e abbracci, soliti intrallazzi per riuscire ad entrare senza l’esoso esborso corrispettivo, il crash di salvadanai in frantumi per consentire l’acquisto del biglietto, mamme, figli, nonni, tutti pronti a fare la file all’ingresso; lavoratori assenti in ufficio per concentrarsi; il live del Blasco, qui in Calabria è un rito popolare e sacro, come se il palco fosse il loggione di una piazza circondata da un colonnato custodito dagli svizzeri. E così sia. L’alba chiara del sabato, il giorno dopo l’evento, tocca cambiare musica, ma non si torna subito alla quotidianità. Sempre a Cosenza, presso il dopolavoro ferroviario, si svolgerà un appuntamento della rassegna intitolata “Tecniche Perfette”. Si tratta di un festival itinerante che tocca tutta la penisola, isole comprese, basandosi su sfide tra rapper che si contendono il primato a colpi di freestyle, ovvero la capacità di improvvisare istantaneamente un brano; a mia nonna avrei detto che si tratta di un concorso canoro in cui gli artisti compongono le canzoni ex novo, direttamente sul palco, forse avrebbe capito meglio e subito (I.N. r.i.p.) . L’evento hip hop sarà l’occasione per (ri)incontrare Lugi, afro-dj-calabro-rapper che intratterrà i presenti assieme a Dj Double S, nome celebre del rap italiano che ha collaborato con un bordello di gente, tra cui Alien Army (band italiana composta da soli dj ndr) . Tra gli ospiti illustri ci sarà anche il Kiave, rapper calabro tra più insigni del Belpaese, fresco di incisione per la neonata etichetta cosentina MKrecords. È il caso di dire che siamo all’avanguardia con le tecniche di ricezione della notizia, infatti proprio oggi Kiave pubblica il suo primo videoclip (guardalo su www.myspace.com/mirkokiave) , quello del brano “7 respiri”, ispirato alla massima, estrapolata dal “La via del samurai”, secondo cui “Una decisione andrebbe presa nello spazio di sette respiri”. Un’altra notizia calabra calabra in ambito rap ci consente di informarvi tempestivamente che Kento, rapper reggino molto noto, ha abbandonato il suo gruppo, Gli Inquilini, con il quale ha editato tre album, per intraprendere una carriera solista che dovrebbe sfociare in un disco entro fine anno. Per non rischiare di avere due pesi e due misure, la notizia in merito alla musica leggera è d’obbligo. A Castiglione Casentino, il 9 settembre, aprirà l’anfiteatro più capiente dell’area urbana, che sarà intitolato all’immortale Mia Martini. Dopo i tragici fatti di ferragosto e l’episodio sanguinario di cui parlavamo nel nostro intervento precedente, constatare che la Calabria ribolle di entusiasmo e passione per le arti sonore ci riempie il cuore. Proprio il caso di dire musica, “Almeno tu nell’universo”!

lunedì 3 settembre 2007

Siamo tornati!















Bang! Bang! Di colpo lui bang! Bang! In piazza lui bang! Bang! Cosenza si indignò. Lo scoppio dei recenti fatti di cronaca ci ha destato dal torpore, l’effetto è stato quello di attirare la nostra attenzione fino a farci riprendere dalla siesta estiva. Siamo tornati. Di nuovo nella nostra tana, al lavoro, in iperattività creativa. www.artaki.it spinge il tasto su on. Connettiti. Cosa c’entra la sparatoria durante lo spettacolo di Benigni con gli ARTAKERS? Se un territorio difficile è la nostra casa, non ci arrenderemo se si tende a renderla poco confortevole; difenderemo il nostro spazio. E poi, come abbiamo detto più volte, il nostro propellente è la fantasia, ma anche nella realtà tutto è possibile. Nel bene e nel male, viene da pensare. Ma se il bicchiere sia mezzo pieno o mezzo vuoto dipende anche da cosa siamo disposti a versare; il nostro flusso artistico sfonderà gli argini, statene certi. Irrigare le poche zone aride è un lavoro per SUPERARTAKI. Tocca mettersi il mantello e decollare, ma senza sorvolare gli “errori di sistema”. I nostri programmatori web sono al lavoro per creare il pianeta ARTAKI, intanto noi artronauti siamo elettrizzati, dichiariamo guerra alla stasi e ci accingiamo a cambiare il pianeta. Non voglio mica la luna, voglio soltanto uno spazio e creare, socializzare, cercare sinergie, spunti critici, idee, accordi e disaccordi; perché la quiete è solo apparente e nasconde in se l’eco di una rivoluzione. Intanto una stagione si chiude e un’altra sta per iniziare. Settembre Rendese è alle porte, Neffa e i Bluebeaters quasi sul palco. Non preoccupatevi se cadranno le foglie, il tempo è ciclico e, più in là, se son rose fioriranno. Se nel mezzo del cammin’ di questa vita qualcuno si ritrovò in una selva oscura, prima o poi anche per lui splenderà la luce di un celo paradisiaco. Il nostro propellente è la fantasia, ma anche nella realtà tutto è possibile. E ARTAKI è qui per cambiarla…Connettiti. Segnalaci la tua musica, i tuoi eventi, i tuoi quadri, i tuoi pareri…We wont the world and we wont it now. E del nostro mondo fai parte anche tu!

sabato 18 agosto 2007

Nemo profeta in patria

Le giornate si accorciano. Il caldo è meno afoso. Tocca godersi quindi gli ultimi strepiti di un’estate insolita e quindi speciale. Il motto è sempre lo stesso: chi fa da se fa per tre. Un gruppo di amici, stanco di sperare in una programmazione musicale alternativa da parte dei club, ha ripristinato una ricetta originale di falò: la festa illegale in spiaggia. Gli ingredienti sono: amici, un impianto audio comprensivo di mixer e giradischi, un generatore di corrente e un fuocherello come optional. Al party clandestino a cui sono stato invitato c’era pure una barista che preparava leccorniosi beverini in salsa alcolica; un malsano gusto ulteriore che sapeva di buono. Gli artefici di questa bella e sonora rimpatriata si fanno chiamare Moina, una crew che fa reggae e che vorremmo vedere connessi ad ARTAKI; altri bravi ragazzi. Io ho ringraziato per l'invito con una selezione da vero dj, intrattenendo i presenti in a artaki stylin; un piccolo contributo ad una festa grande già di suo. Tra gli ospiti c’era anche Dj Lugi; qualcuno lo ricorderà per le sue indelebili strofe sui primi dischi di Neffa. Luigi è un giovanotto afro-cosentino, da un po’ trasferitosi a Bologna, che ha praticamente importato il rap in Calabria. Il suo primo, e unico, disco solista risale al ’98, ma i suoi corregionali lo hanno invitato a suonare nuovamente qui a sud solo 10 anni dopo. A parte i suoi dj-set della primavera scorsa, in questa calda estate si sta proponendo con selezioni roventi, una in un club assieme a MacroMarco, lo scorso 13, un’altra ieri sera a San.Lucido, domani sarà a Paola e il 21 in Sila, poi l’ 8 settembre, assieme a Kiave, presenterà “Tecniche Perfette” a Cosenza, ma avremmo modo di parlarne a suo tempo. Ciò che preme sottolineare è che sto giovanotto ha sempre avuto stile. Un rapper come pochi. Ma per farsi apprezzare ha dovuto fare nuovamente il fagotto ed emigrare. Era stimato già prima, ma la distanza ha favorito la sua notorietà molto più adesso che in passato. “Nemo profeta in patria” me lo ha detto lui, l’altra sera, con un sorriso sulle lebbra. Forse perché, per gente come noi, la patria non esiste. Non a caso ARTAKI abita sul world wide web. Non a caso ci proponiamo una comunicazione aperta, interattiva e senza limiti. Non a caso la nostra idea, ultrademocratica di suo, ha un solo imperativo. Connettiti!

mercoledì 8 agosto 2007

Pianeta ARTAKI chiama Terra

Rispondi Terra. Connettiti. Siamo sotto ai palchi, nelle mostre e per le strade.
Vienici a trovare. Dove? Questa sera, 8 agosto, a Scalea, al nostro stand presso il Peperoncino Jazz Festival. Domani,a Paola, Festa della birra in a Omer style, all’ Old Square Pub, con Bomboclat Sound Machine in dj-set. L’11 a Pizzo, Popucià Band in concerto e ARTAKI on air. Fiutiamo l’arte, altro che tartufi. Il nostro olfatto non fa cilecca quasi mai, ma va incentivato con nuovi sapori. Segnalaci i tuoi eventi, dacci appuntamento, saremo lì a sostenerti e a capire se anche da te si respira odore di ARTAKI.

lunedì 6 agosto 2007

We want the world & we want it now

Sole e mare non bastano. Vogliamo il mondo. Gli ARTAKER lo trovano nello sconfinato paese di suoni, colori e immagini, di frasi e periodi che dipingono il nostro pianeta; un territorio tellurico che pulsa al ritmo delle passioni che ci riempiono il cuore.
La bella stagione si presta alla perlustrazione. E il tour continua. Siamo però sparpagliati, ognuno nel suo viaggio, ognuno diverso, ognuno in fondo perso dentro ai cazzi suoi (una citazione nazional-popolare che fa tanto stadio-classifica-falò-comitiva fatta di spiriti liberi) . Fa piacere che la gente senta la mancanza dello stand ARTATISTICO al Fuscaldo Sound; ci siamo tornati, sempre sparpagliati, per ascoltare i Verdena. Come al solito ci siamo proposti anche un giro nei camerini, allo scopo di fare 4 chiacchiere; sono ragazzi simpatici e disponibili, soprattutto Alberto. Un trio decadente e dinamico, in piena dicotomia rock, fra noia ed entusiasmo, tra originalità e altro. Nessuno è perfetto. Quindi c’è sempre un margine di miglioramento. Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? Versaci da bere.
Il live è andato a tutta birra. L’affluenza alla rassegna, comunque, è inspiegabilmente scarsa, ovvero inversamente proporzionale ad un cartellone dignitoso. ARTAKI nasce anche per capire il perché di queste questioni; lo spazio del blog è infatti assetato di commenti, impressioni e opinioni che latitano, però, qui giù come sotto al palco. Come mai c’è questo disinteresse diffuso? Possibile che siano tutti meridionalmente affaticati come Ficarra e Picone ironizzano a Zelig? La gente è assente, o semplicemente la disegnano così? L’uomo invisibile sembra essere il Calabrese tipo, che per materializzarsi, infatti, si intinge in scarpe e abiti firmati per vestirsi di opulenta consistenza; effimere trovate che non costituiscono espedienti atti a sollevarci il morale. Vogliamo di più. Non si sa se la vita è un sogno, o se siano i sogni ad aiutarci a vivere meglio, quel che è certo sembra essere che una prospettiva tanto vuota è un incubo. Get up, stand up. Le cose non cambiano da sole. ARTAKI è per una dinamica ultrademocratica e partecipativa. Connettiti. Simo in rete. Siamo sotto ai palchi, nelle mostre e per le strade alla ricerca di qualcosa, e quel qualcosa potresti essere tu. Non ci credi? Bene, lo scetticismo è filosoficamente ARTATISTICO, ma ciò non ci vieta di avere un’idea. Sole e mare non bastano. Vogliamo il mondo. Il nostro propellente è la fantasia, ma anche nella realtà tutto è possibile.

sabato 4 agosto 2007

Dubbi & casualità





























Dicotomie. Il bene e il male. Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?
Tocca svegliarsi. L’ultimo giorno di lavoro è caratterizzato da 2 fattori: la voglia di non lasciare ARTAKI, intesa come impegno a tempo pieno, e il suono di un troller che sfreccia fuori dal cancello dello stabile in cui è situato la nostra base, il rotolio crea un’armonia tutta estiva capace di suggerirci che ogni stop è solo un altro start. Allarme inserito e porta chiusa. Siamo in ferie, ma il nostro tour continua. Ancora assieme fuori dalla tana. La tappa è di nuovo il banchetto al Fuscaldo Sound. Una rassegna dal cartellone interessante. Un festival che potrebbe avere i numeri ma non li ottiene. Ancora dicotomie. Gli Africa Unite avevano attirato solo 600 persone, per uno spettacolo senza pecche. I Casino Royale suonano ieri sera, fanno un concerto strabiliante. Sono tutt’altro che un fan dell’ultim’ora, anzi, ho avuto la fortuna di assistere al tuor di “Dainamaita”, a quello di “Sempre più vicini”, di “CRX”e di “Royalize”, ma la cosa più attinente è che li ho visti dal vivo anche a settembre 2006, a novembre 2007 e un paio di mesi fa a Roma. La performance Calabra è 10 volte più intensa delle ultime tre a cui ho avuto modo di partecipare, anzi imparagonabile. Finalemnte Royali, ne sentivo la mancanza. Nell’ultimo anno, il loro palco sembrava un cantiere aperto, a Fuscaldo portano in scena quello che hanno riedificato e spaccano. Ad assistere circa 200 persone. Vergogna. Dopo il concerto, l’inizio dell’intervista è caratterizzata da Alioscia e Pardo che vorrebbero portarsi dietro un pubblico gonfiabile per occasioni come queste. Durante la performance, un encomio di incoraggiamento a DBeventi è lanciato dalla band: “Non preoccuparti, il Karma ti premierà stanne certo”, dicono; ARTAKI si associa e da un consiglio agli organizzatori: procuratevi la serie TV intitolata “My name is Earl” ed emulate il protagonista. Mettete questo impegno al primo posto della vostra lista.
Altre dicotomie? Puntiamo i riflettori su un dilemma, anzi due. “Nessuno organizza qualcosa”, frase ricorrente del calabrese medio, “Ma quando c’è un evento interessante spessissimo è un flop a causa delle presenze” , constatazione di un ARTAKER chiamato Woody (all’anagrafe Stefano) . Secondo enigma. Perché se un gruppo suona sul palco ed è, ipoteticamente, di Vigevano la critica non lo massacra come quando si impegna a fare la rettoscopia ad una band locale emergente?
Ai posteri l’ardua sentenza, noi chiniam la fronte, in segno di rispetto, nei confronti di un nostro nuovo amico, Fabio Nirta, capace di argomentare in maniera dotta la propria contrapposizione a competenze autorevoli e, talvolta, saccenti; bella Fibbia, più che un semplice ARTAKER, un opinion leader. Io, personalmente, non ho mai constato ragioni assolute. Chi di voi a mai avuto il 100% di ragione o il 100% di torto? Si tratta sempre di percentuali, di dicotomie, come quella tra indole punk e galateo. Se ieri ha prevalso la prima (vedi il bilanciamento dei medi nella foto) , chiedo scusa a coloro a cui ho mostrato il mio lato peggiore. La dicotomia è un equilibrio tra le diversità. La diversità è una ricchezza incommensurabile. L’omologazione non si coniuga con ARTAKI. L’errore è umano, non bisogna rincorrerlo, ma spesso è causa di genialità. Il nostro tour continua, cercateci, non cercheremo voi. Forse ci incontreremo per sbaglio.

venerdì 3 agosto 2007

Finalmente fuori dalla tana

Era ora. Una tregua dal caldo asfissiante da scrivania, incrementato dal pc in ebollizione. L’appuntamento con la spiaggia slitta a domani. Oggi, si lavora ancora, ma con occhiaie ingombranti e con la musica reggae di ieri sera ancora nelle orecchie. Siamo reduci dalla prima trasferta ufficiale degli ARTAKERS: Africa Unite al Fuscaldo Sound. Un live potente. Classici da repertorio, i brani dello scorso album e divagazioni elettroniche dilatate nel bis. La pecca c’è: il finale scontato sulle note di “Sotto pressione”; nessuno è perfetto. Quindi c’è sempre un margine di miglioramento. Il bicchiere mezzo vuoto disseta, come la birra fredda sotto il palco. Ieri eravamo di casa: avevamo uno stand al festival e andremo lì anche oggi. È stata l’occasione ad hoc per conoscere un po’ di persone, oltretutto siamo riusciti a fare amicizia con 60 persone, 60 futuri ARTAKERS. Con noi c’erano anche gli Offenders, il gruppo che ha aperto lo show; li conoscevamo poco e necessita un commento al loro stile: wow! Siamo riusciti a fare due chiacchiere anche con gli Africa Unite, anzi più di due, una bella intervista che magari metteremo in podcast sul sito, più in là però; oggi è tempo di andare in vacanza. Ci porteremo comunque il lavoro a casa, anzi in piazza, sulla battigia, sotto ai palchi e nelle mostre. Staremo in giro per la Calabria, seguendo le tracce degli eventi più gustosi, annusando e respirando le performance più importanti, le note musicali con il sound più gustoso e tutto quello che è arte e ci riempie il cuore. Cercaci. Connettiti. Stay tunes…